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GEMS & GEMOLOGY

GEMS & GEMOLOGY
Summer 2015

Il nuovo numero della rivista trimestrale del GIA è dedicato principalmente alle inclusioni nelle gemme, come dimostra la vera e propria guida alla fotografia digitale applicata al mondo della gemmologia contenuta in un lungo articolo di Nathan Renfro. Da questo numero inoltre inizia una nuova rubrica, chiamata “Micro-World” e curata, oltre che dal già citato Renfro, da John Koivula e da Elise Skalwold, dedicata appunto all’esplorazione dell’universo delle inclusioni.

In uno degli altri due articoli principali, Schmetzer ed altri affrontano il tema del doppio asterismo bicolore, un fenomeno che si riscontra in natura negli zaffiri e nei quarzi, oltre che in alcuni zaffiri e rubini sintetici (sia con colore ottenuto per diffusione ma anche in assenza di questo trattamento).
Esso consiste nella presenza di una stella a 6 raggi bianca, affiancata da un’altra dello stesso colore di corpo della pietra. Perché questo fenomeno abbia luogo, le inclusioni aciculari devono essere presenti in strati sottili sia nella cupola sia nella base dei cabochon delle pietre diffuse, oppure distribuite uniformemente in caso di pietre non trattate. La stella bianca è causata dall’interazione della luce con lo strato superiore delle inclusioni posto nei pressi della cupola, mentre l’altra è prodotta dalla luce che entra all’interno della pietra e subisce i fenomeni di riflessione e scattering alla base del campione.
Gli autori hanno anche svolto una ricerca sull’evoluzione storica della produzione di pietre sintetiche stellate.

Il deposito di rubini e zaffiri di Snezhnoe, in Tajikistan, scoperto alla fine degli anni ’70 e poi abbandonato in seguito all’esplodere dei conflitti seguenti alla dissoluzione dell’Unione Sovietica, è tornato di recente a suscitare interesse in quanto sembrerebbe avere buone potenzialità produttive. Sorokina e altri hanno studiato approfonditamente questo materiale, scoprendo la presenza di inclusioni di margarite ricca in sodio e litio, un minerale, appartenente al gruppo delle miche mai trovato in corindoni di altre provenienze. Le maggiori concentrazioni di cromo si riscontrano nei rubini di colore rosso intenso ritrovati all’interno dei marmi e sono paragonabili alle concentrazioni riscontrate nelle pietre di Mogok.

Completano questo numero le consuete rubriche “G&G Lab Notes”, dedicata a pietre particolarmente interessanti o inconsuete osservate nel laboratorio del GIA , e “Gem News”, sulle novità del mondo delle gemme e che in questo numero comprende un ulteriore approfondimento su quanto visto alla fiera di Tucson.

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